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La recente ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. V, n. 207 del 7 gennaio 2025,  interviene in tema di litisconsorzio necessario nel processo tributario, con specifico riferimento alla configurabilità di una società di fatto.

Il caso in esame

La vicenda trae origine da una serie di accertamenti fiscali nei confronti di un soggetto, considerato socio e amministratore di fatto di una società di fatto costituita per la realizzazione di operazioni fraudolente.

La questione del litisconsorzio necessario

In sede di ricorso per cassazione, il contribuente ha sollevato, tra gli altri, il tema della nullità del procedimento per mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soci e della società. La Corte di Cassazione ha accolto tale motivo, rilevando la violazione dell’art. 14 del D.Lgs. n. 546/1992, che prevede il litisconsorzio necessario nei casi in cui la controversia coinvolga una pluralità di soggetti legati da un rapporto giuridico comune.

I principi di diritto richiamati dalla Corte

La Corte ha ribadito il principio per cui, nel processo tributario, la configurabilità di una società di fatto comporta la necessaria partecipazione di tutti i soggetti interessati. Questo è richiesto non solo nelle ipotesi espressamente previste dalla legge, ma anche nei casi in cui la decisione, per la natura del rapporto giuridico, non possa conseguire il proprio scopo senza il coinvolgimento di tutti i litisconsorti.

In particolare:

  • nullità del giudizio in assenza dei litisconsorti, il mancato coinvolgimento di tutti i soci rende nullo il procedimento, con nullità rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
  • obbligo di integrazione del contraddittorio, in presenza di un litisconsorzio necessario, il giudice deve disporre l’integrazione del contraddittorio, pena la nullità del procedimento.

La pronuncia evidenzia – in conformità a suoi precedenti orientamenti – che l’omessa integrazione del contraddittorio non è una questione formale, ma rappresenta una garanzia fondamentale per assicurare il diritto di difesa e la correttezza del processo.